Vorrei dire: o disprezzi, o tristezze, o agonie, o morte, venite a me che vi merito, venite a me che vi abbraccio, venite in nome del Signore Gesù crocifisso.
Venite a me in nome della divina sapienza, della divina giustizia, che vuole le nostre anche minime riparazioni congiunte al sacrificio esauriente della santa croce.
Venite a me in nome della divina carità, che vuole ogni amante del Signore partecipe della sua sorte, assimilato e trasformato nei suoi divini patimenti.
Venite a me in nome del divin Cuore, che ci fa l’onore di voler essere consolato dalle nostre riparazioni, e di unirle alle sue, perché abbiano un valore effettivo.
Sii tu benedetto, o veramente infinito amore, che mi concedi di unire le intenzioni dell’amore ripararatore, consolatore, trasformatore alla penitenza per la colpa.
Accetto anzitutto l’ignoranza, la fragilità, la passività, le tentazioni, con l’obbligo permanente di combattere senza tregua, tutti effetti di mia colpa.
Accetto tutte le pene della vita, la separazione dell’anima dal corpo, la dissoluzione di questo nella tomba, le purificazioni di quella nel Purgatorio, effetti di mia colpa.
Accetto il sacrificio di non vedere il tuo volto, di non udire la tua voce, di non inebriarmi del sentimento della tua presenza, pure così reale tra noi, durante la nostra vita mortale.
Accetto tutta la confusione del giudizio che farai di ogni mio atto e della tua riprovazione di ogni minima imperfezione mia e la sofferenza di tutte le pene conseguenti.