O mio Signore, non potrò mai abbastanza odiare e combattere il peccato se esso è un’ingiuria infinita, fatta a te dalla creatura.
O Signore mio, non potrò mai abbastanza odiare e combattere il peccato, se esso è una ingratitudine infinita e amara data a te dalla creatura.
In nessun modo possiamo da noi stessi riparare e compensare sufficientemente i peccati, noi che non comprendiamo nemmeno adeguatamente quest’unico male.
Possiamo ucciderci, ma non possiamo risuscitarci! Possiamo offenderti infinitamente, ma non possiamo infinitamente glorificarti! E lo facessimo almeno quanto più ci è possibile!
Se tutto il mondo e tutte le anime si dissolvessero, per tutti i secoli, in lacrime di sangue, e si incenerissero per fiamma d’amore, non ci sarebbe adeguata riparazione per un solo peccato.
Pare che tutto il mondo non abbia per te, in ogni luogo, in ogni tempo, che una tremenda offerta di tradimenti, come se tu gli fossi estraneo o il più grande nemico.
Un immane prodigio diabolico d’ignoranza affettata, d’insensibilità forzata, di coscienza cauterizzata, ci nasconde il nostro male, ci addormenta sull’orlo dell’inferno.
Intanto con i peccati ho profanato tutto il mio essere, ho cosparso tutti i miei giorni, moltiplicando le offese, come se tu mi fossi estraneo o nemico, illudendomi d’esserti amico.
Confesso alla Vergine Maria, agli angeli e ai santi, lo confesso ai miei superiori, uguali, inferiori, che tutto è stato solo per colpa mia per mia massima colpa.