(sotto l’influsso del mondo)
O mio Dio e mio tutto, Padre, Figlio e Spirito Santo! Quante volte mi accade di sentirmi come se mai ci fossimo conosciuti, incontrati, come se mai ci fossimo amati e dati l’uno in possesso dell’altro!
Da chi mi viene questo stato e questi atti di accidia per le realtà soprannaturali? Tutte mi appaiono come un’invasione di intrusi e come cose sovrapposte, inutili alla vita.
O mio Dio, questa mia accidia l’accuso davanti al cielo e alla terra, davanti agli angeli e ai santi, davanti a san Giuseppe e a Maria santissima, davanti a Gesù e a tutta la Trinità.
Non riconosco, non avverto, non sento le mie obbligazioni e responsabilità, le mie relazioni nel mondo soprannaturale, come se non esistessero affatto per me!
Mio Dio! Mi viene a mente qual è questo spirito che non capisce e non gusta le cose spirituali, lo spirito dell’uomo animale che non percepisce le cose dello spirito del Signore.
Quest’uomo animale va sopraffacendo in me l’uomo spirituale, e quasi sempre senza accorgermi, sono decaduto da sfere superiori in regioni inferiori,da cui l’abisso non è poi lontano.
E’ lo spirito del mondo che va prendendo il sopravvento, quel mondo che non ti conobbe, che ti considera un estraneo e anzi ti odia e per il quale tu non intendi pregare.
Se mi faccio degno della sua attenzione, se lo faccio degno della mia considerazione, non sono più un tuo eletto, per il quale il mondo è crocifisso ed egli stesso è crocifisso al mondo.
Tirami fuori anche a colpi di spada da questo sonno di illusioni e velàmi, perché io non devo, per tua grazia, e non voglio essere coinvolto nella condanna del mondo alle tenebre esteriori e al pianto eterno.