O SS. Vergine Maria, madre di Dio e madremia, io non comprendo, perché non la voglio comprendere l’abiezione della mia sterilità, le sue tante cause da parte mia e insieme i tanti rimedi da parte del Signore.
Io non voglio riconoscere l’inutilità della mia azione
in ordine al regno dei cieli, la vacuità delle mie stesse capacità, la
fatuità delle mie fosforescenze spirituali nella notte del mio sepolcro
imbiancato.
Da una parte il Signore mi dichiara che vuole molto frutto da me, e io abuso di questa divina esigenza per vanagloriarmi occultamente delle mie grandi capacità e dei miei più alti destini.
Ma d’altra parte il Signore proclama che senza di lui non posso far nulla, sono un tralcio staccato dalla vite e buono, ormai, solo ad ardere.
Non mi decido e quindi non mi sforzo a mantenere e accrescere questa mia unione con Gesù e a praticare la continua comunione con le intenzioni e le disposizioni di Gesù.
Negli atti e negli stati più corrispondenti a quelli di Gesù, la comunione soprattutto con la sua divina volontà, gloria e amore per l’unione, poi, con la sua azione nelle sue opere.
Vieni a visitarmi, a stare con me, o Maria! E così più e più efficace, perché più personale sarà la cura che ti prenderai dell’anima mia! E io sarò salvo e sarò santo.
Perché per tuo mezzo sarò avvicinato e congiunto con Gesù! Tu mi porti Gesù! Nella tua santa visitazione ricevo quella di Gesù. Vieni a me e resta per sempre con me, santa Maria!
Vieni, o Maria! Sia ricolma la nostra casa della tua presenza. Sia ricolma la nostra anima della tua grazia e la nostra vita e la nostra opera risuoni tutta del tuo magnificat. Amen!