Per la virtù della beneficenza
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Norme generali
- Sentire,  nello  spirito  d’amore  che  deve  animarci, che c’è più gioia nel dare che ricevere.
- Ricolmare la mente di stima e il cuore di benevolenza per tutto il prossimo, sia fuori che dentro la Congregazione.
- Avere, quindi, per chiunque sempre pensieri, parole e atti benevoli.
- In questa sovrabbondanza interiore di benevolenza dare sempre qualche bene temporale o eterno a chi ci avvicina.
- Offrire almeno un’Ave Maria, oppure un’offerta del Prez.mo Sangue per ogni persona ricordata.
- Procurare a tutti i fanciulli e ai giovani del luogo il sollievo delle ricreazioni sante per sottrarli al mondo.
Norme particolari
- Offrire a chiunque si avvicini il dono di un sorriso molto cordiale e di un saluto molto spirituale.
-  Provvedere,  nel  miglior  modo  possibile,  ad ogni bisogno conosciuto, fisico o morale del prossimo.
- Abituarsi alla massima servizievolezza riguardo ai vicini di posto, di lavoro, di comunità.
- Considerare come beneficenza più propria del religioso di Dio, il ministero spicciolo dell’esempio e della parola edificante.
Fine di queste osservanze
- Per trionfare dell’egoismo, della cupidigia e dell’attaccamento ai beni temporali, prodigandoli
agli altri.
- Per agevolare e aprire la via all’apostolato dei beni soprannaturali e supremi.
- Per  onorare  e  imitare  il  Creatore  che  prima forma il corpo e poi v’infonde l’anima.
- Per onorare e imitare il Salvatore che, attraverso i miracoli a beneficio dei corpi, dona il bene
all’anima.
- Per onorare e imitare il Santificatore che, attraverso i segni e le parole sensibili, infonde la grazia invisibile.
- Per comunicare, attraverso la beneficenza sensibile, i benefici spirituali superiori.
- Per la perenne e vivente apologia del cristianesimo e dell’ ascetica della santificazione.
Atto di dolore