Alla divinità della Trinità nel Padre - I
P. 588
(Dall’Eucaristia alla Trinità)

Ti adoriamo e ringraziamo, o adorabile Trinità, per l’augustissimo sacrificio e sacramento dell’Eucaristia! Sii glorificato in eterno e all’infinito per la tua casa in mezzo a noi, intorno alla quale ci concedi di abitare e nella quale così spesso ci inviti e raccogli!

Quanto è caro al nostro cuore il tuo tempio, come è bella la tua tenda in mezzo alle tende degli uomini, poiché tu ti degni stabilire in essa la tua speciale presenza, ti compiaci ammetterci in essa, alla tua speciale udienza!

Ti adoriamo nella luce inaccessibile di questo mistero di amore in cui abiti, in quel mistero di amore che tu sei in te stesso e per noi. Il tuo stesso amore per cui ti compiaci e ti delizi abitare, conversare e vivere con i figli degli uomini, forma il tuo tempio sacrosanto in mezzo a noi!

Questo tuo mistero di amore per cui ti compiaci e ti delizi di abitare, conversare e vivere con noi, ti ha fatto erigere nel tuo tempio l’altare del sacrificio, e su esso deporre, offrire e immolare una vittima adeguatamente degna della maestà e santità tua!

Tu stesso ci hai procurato la vittima da offrirti con un sacrificio che renda adeguata adorazione a tutte le perfezioni infinite del tuo mistero di amore, adeguato ringraziamento per tutti i benefici infiniti del tuo mistero di amore, per poterti compiacere e deliziare con i figli degli uomini.

Tu stesso ci hai procurato la vittima da offrirti con un sacrificio che ti renda adeguata riparazione per tutte le nostre offese e sia l’adeguata intercessione di grazie per tutti i nostri bisogni, affinché il tuo amore possa compiacersi e deliziarsi di abitare e conversare con i figli degli uomini anche dopo i loro innumerevoli peccati.

Tu stesso, o amore infinito e tenerezza d’infinito amore, o Dio Padre, ci hai dato, come tua vittima, lo stesso tuo Figlio che è bellezza infinita dell’infinito amore. E il tuo Santo Spirito, che è dolcezza infinita dell’infinito amore, lo ha immolato nel mistero dell’incarnazione, passione e morte perpetuato nell’Eucaristia.