Che vuoi che io faccia?
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Dimmi, o Signore, cosa vuoi da me? Levami tu dal numero di quelli che dicono di voler fare la tua volontà e si appigliano al proprio piacere.

Sono stato tale, lo confesso, ma non voglio continuare! Tutto è perduto quello che non è fatto per la tua volontà, col tuo amore.

Anche i tuoi comandamenti e consigli in qual modo, in qual grado di perfezione, per quali intenzioni e con quali disposizioni vuoi che li osservi?

O mio Signore, col mio intelletto non cesso di apprendere il vero, sotto forme, aspetti e gradi tanto più vari e alti, quanto più si va purificando.

Con la volontà non cesso di desiderare il bene generale e particolare, sotto forme, aspetti e a gradi tanto più vari e alti, quanto più si va purificando.

Propongo, o Signore, di vedere in tutto quello che desidero dai miei amici della terra e del cielo, come un segno e un’immagine di quello che tu, o Signore, desideri da me.

Poiché se tutte le cose, sono una tua impronta e tutte le anime sono tua immagine e somiglianza, nessuna impronta è per me più chiara di me stesso.

Nessuna tua immagine e somiglianza è per me più viva ed espressiva di me stesso, e così non mi illudo  se  in  quello  che  desidero  dagli  altri  vedrò quello che tu desideri da me.

Il mio desiderio sarà dunque, non per farmi ripiegare in me stesso alla ricerca d’una mia soddisfazione, ma per lanciarmi alla conoscenza e al tuo compiacimento.