Volevo un mezzo per trovarmi nella comunione dei Santi, a ogni lotta contro il male, a ogni lavoro per il bene, e tu, o benedettissimo Dio, non me lo hai negato.
Volevo un segno che ti amo veramente, un segno più sicuro delle opere buone, e non meno certo dei patimenti, e non me lo hai nascosto, o benedettissimo Dio.
Ecco, ci dedichiamo alla preghiera! Rendici tu quali efficaci amatori dei nostri fratelli, uomini di desideri santi, potenti intercessori del nostro popolo.
Ecco, ci dedichiamo all’orazione, poiché dall’alto di questa mistica scala tu ci inviti con i desideri, caparra dei tuoi doni, aurora delle tue grazie.
Mi consacro a questa perpetua conversazione con
te, come al più vero esercizio della nostra divina unione, che
comincia, progredisce e si perfeziona solo nelle grazie di orazione.
Concedimi di non venir mai alla tua presenza impreparato, come per tentarti, né vuoto almeno della buona volontà di piacerti, e darmi a te e riceverti!
Fammi grazia di quella fede che non sa mettere limiti alle tue promesse universali, di quella fede che osa chiedere e sperare, e ottiene i doni maggiori, per più glorificarti.
Fammi grazia di quell’umiltà che vince tutte le insinuazioni, scoraggiamenti del nemico della preghiera, e fa’ inchinare amorosamente la tua gloria.
Fammi grazia di quella confidenza di creatura e di figlia, la quale imprigiona il tuo cuore, e di quella costanza e importunità, che vince anche la tua resistenza.