O S. Giuseppe, tu sei stato creato apposta per essere amato di privilegiato amore, per godere della più illimitata fiducia, per esercitare la superiorità corrispondente al tuo primato.
Tu sei più dell’antico Giuseppe, che anche nella sventura della maggiore umiliazione, la schiavitù, trovò tanta grazia al cospetto del suo signore, che egli lo fece abitare nella sua casa e lo onorò di tutta la sua fiducia.
Nelle sue mani affida tutti gli affari e se ne riposa in pace, poiché comprende e sperimenta che il Signore è col suo servo a riempire di benedizioni la sua persona e a far prosperare tutte le cose che passano per le sue mani.
Anch’io voglio partecipare a questa corrente di simpatia soprannaturale che tutti ti dimostrano. Anch’io voglio affidare nelle tue mani tutto il mio piccolo mondo di relazioni col prossimo.
Mentre
sospiro a uno stato di felicità anche materiale, nella floridezza della
salute, nell’abbondanza dei mezzi, nella nobiltà delle relazioni,
trascuro intanto la prosperità spirituale.
Scorre così grama la mia vita interiore che nemmeno l’idea tengo ancora della floridezza della salute spirituale, dell’abbondanza dei mezzi soprannaturali, della ricchezza dei meriti per la vita eterna.
Quello che vuole il Signore circa il mio stato temporale non lo so; sia fatta la sua volontà! Certo che egli vuole la massima prosperità spirituale e ne ha fatto come il tuo talento e missione.
A te, dunque, S. Giuseppe mio, affido l’anima mia da parte della SS. Trinità che ti affidò Maria e Gesù, e in unione con questi cari pegni divini, perché tu ne assuma la direzione e il governo, e faccia tutto prosperare.
Penserò solo ad evitar ogni colpa e a unirmi in amore
al Diletto, adempiendo ogni istante il beneplacito divino, certo
che a tutto il resto tu provvederai da pari tuo, o primo ministro della
divina provvidenza e sapienza.