O Gesù, come mi confondo (e non ne sarà mai abbastanza la contrizione), per i modi così incivili e indegni con cui ho fatto sinora le stesse cose spirituali, e il servizio tuo personale in questo divinissimo Sacramento, sui nostri altari, nella sacra liturgia, io che pure soffro tanto per i modi altrui verso di me, e ritengo di essere molto corretto e distinto nei modi con gli altri!
Mi confondo sommamente per i modi con cui ti ho servito, o Gesù, nelle anime che tu ami infinitamente, e specie nei giovani, seguendo la natura più che la grazia, e cadendo nei due eccessi contrari, perché non cercavo né mantenevo l’unione con te, col tuo cuore, col tuo Spirito nei magisteri e ministeri, che pur dovevano essere tutti apostolicoevangelici!
Accetta come omaggio di ringraziamento il proposito e l’impegno che assumo volentieri (perché confido nella tua grazia) di essere tutto benevolenza soprannaturale nell’interno, e tutto benignità nell’esterno con il prossimo e specialmente con la gioventù, e non per piacere al mondo e alla carne, né per attrarli e avvicinarli al mio cuore!
Tutto per te, o Gesù, tutto per te! Questo è il mio gaudio nella benevolenza e nella benignità! E’ necessario che tu sia esaltato nella stima dei giovani perché passi a dominare nel loro cuore e vivere in essi nel trionfo perenne del tuo amore! Essi ti seguiranno con tutto l’entusiasmo giovanile, di tutta la passione amorosa naturale e soprannaturale, di cui sono capaci.
A me, o Signore, secondo la tua parola, ti degnerai concedere il centuplo dell’ardore di affetto e del fervore di vita, che tu stesso avrai messo nei giovani santi, servendoti anche del mio magistero e ministero, per quanto ti sia più di impedimento che giovamento, tu che ti glorifichi di operare con i mezzi meno di tutti sufficienti! A gloria, amore e volontà del Padre in te, o Gesù Cristo mio!