Resa
P. 393
O mio Dio e mio tutto, o mio Padre, Figlio e Spirito Santo, ascoltami, esaudiscimi, te ne supplico, davanti alla santa Chiesa, davanti alla santa Famiglia.

Poiché mi hai fatto libero, avvalora tu questo atto supremo della libertà del tutto cosciente che faccio, e voglio che resti irrevocabilmente fisso e assoluto.

Prenditi tutta la mia libertà; per quanto posso rinunziarvi, per quanto posso legarla, per quanto posso offrirla, l’offro a te, la lego a te, ci rinunzio nelle tue mani.

O tu che hai assunto la nostra natura umana a unione ipostatica con la seconda divina Persona, prenditi quanto più è possibile, nell'economia della grazia ordinaria, la personalità mia.

Mi raccomando a te, e a te mi abbandono come un povero ammalato a cui si somministrano medicinali, a cui si fanno operazioni anche contro sua voglia, per il suo bene.

Sottraimi alla materia del peccato, sottraimi tu a tutte le occasioni prossime del peccato, toglimi, per quanto è possibile, la capacità del male, io ci rinuncio totalmente.

Trattami secondo tutte le tue misericordie di preservazione dalla colpa, agisci con me come con i santi Pargoli che tu chiami al Paradiso prima dell’uso della ragione.

Non solo, o mio Amore, mandami ogni dolore e ogni umiliazione, ma anche ogni morte, anziché permettere che mi abbia a separare da te, o a non piacere a te.