O mio Dio e mio tutto, o mio Padre, Figlio e Spirito Santo, eccomi, poiché mi hai chiamato. Adoro le divine eterne vocazioni con cui attrai le anime e la mia.
Non una sola volta, ma perpetuamente, ormai, mi hai chiamato dal nulla alla vita, tra i viventi alla fede, tra i cristiani a uno stato religioso di santità sempre maggiore.
Riconosco nella tua vocazione una prova di predilezione adorabile, prova di una stima ineffabile che hai di me, tra i possibili, tra i viventi, tra i cristiani, o mio Signore.
Che vuoi che io faccia? Eccomi, poiché mi hai chiamato, parla, il tuo servo ti ascolta! Che io avverta, senta e segua sempre più docile, fedele e generoso la tua chiamata.
La tua vocazione vuole che io mi volga a te e segua te staccandomi, allontanandomi dalle creature, e raggiunga te e mi unisca a te per sempre.
Come uscii dal nulla, così esca dal mondo e da me stesso, in modo tale che anche il mondo e me stesso, sia come il nulla nella mia mente e nel mio cuore.
E’ fatto, o Signore, che m’importa di quella lucciola del mondo, perduta per me nello spazio, e di quell'atomo vivo dell’io, che hai raccolto tu e sta così bene in te?
E’ fatto o Signore, ma sempre mi suona dentro la divina tua vocazione, che vuole una incessante mia conversione a te, per una mia progressiva consacrazione, per una consumata unione.
Uscito dal mondo e da me stesso, da chi più mi resta a distaccarmi per convertirmi a te? Dimmi che resta a fare, dopo ridotto il mondo e me stesso come il nulla nella mente e nel cuore?