O mio Signore, le difficoltà nel tuo divino servizio dovranno servirmi allo sforzo ascetico, allo slancio vigoroso, e quindi a maggiore merito di aumento di grazia perché occasione per più diretti e intensi atti di amore, e invece per difetto di pazienza ho ceduto alla volubilità e leggerezza mia e ho perduto tanti tesori per deplorevole incostanza.
Mi confondo davanti a te, o mio Signore, per la mia puerile impazienza nel volere subito l’effetto di certe preghiere, di certi sforzi; impazienza nel volere subito certe trasformazioni di anime, certi perfezionamenti di opere, certi successi nel magistero e nel ministero, come se le anime fossero mosse meccanicamente.
La mia puerile ma colpevole impazienza ha rovinato tante belle opere di apostolato, ha interrotto a metà tante belle iniziative, ha stroncato tante imprese ispirate, con danno grave delle anime! Signore, Salvatore mio! sii tu il Salvatore di tutto il bene che ho rovinato, riprendilo tu e conducilo a porto.
Soprattutto, o Signore, vieni a mettere in salvo, nell’anima mia e di tutti i fratelli, le tue grazie, ogni tua ispirazione e ogni tua parola e seme divino, nel solco dell’anima, che soltanto nella pazienza del coltivatore fedele e saggio potranno portare felicemente il frutto che intendi raccogliere per l’eternità.
Vieni Signore mio Gesù Cristo! O pazienza Gesù vieni in me con la tua sapienza, fortezza e costanza tutta divina e pure anche umana! O divina Ostia! Vieni in me a essermi seme e cultura di vita divina, primavera di fiori celestiali, raccolta sovrabbondante di frutti di Spirito Santo, nella tua virtù, o Gesù mio Sacramentato. Amen!