A Gesù il Salvatore - II
P. 331
Ogni peccato è un patto di alleanza con il demonio a cui diamo tanti diritti sulla nostra vita temporale ed eterna; ed egli li esercita con la morte e con l’inferno, perché altro non ci offre che il peccato, altro non può dare che la morte, altro non vuole per noi che l’inferno.

Il peccato di ognuno nuoce a quanti sono solidali con lui, e noi tutti siamo società e famiglia, ed eccoci in un mondo di peccati che ci avvincono a un mondo di demoni e ci mettono in un mondo di pene di morte nel tempo, di pene d’inferno nell’eternità.

Da noi non possiamo risuscitarci dalla morte, dal demonio e dal peccato, e tu solo che lo puoi, resti infinitamente offeso dalla nostra condotta, disgustato dalla nostra vita, pentito di averci dato l’esistenza! Dovremmo forse sprofondarci nella disperazione?

O Creatore, non ti pentire di averci data l’esistenza, di averci elevati alla tua vita, di averci rivelato il tuo amore per averne corrispondenza da noi e attrarci all’unione con te. Tu, o Amore, sei al di sopra di tutto e di tutti! Tu, o Amore, sei lo stesso mistero dell’unità di Dio! Tu sei il Signore Dio Trinità.

Tu hai disposto, dall’eternità, la giustizia e la misericordia, la sanzione e l’indulgenza, la legge e il perdono, prima che nel tempo tu unissi la tua divinità con la nostra umanità, nella persona del Rivelatore dell’amore del Padre, o Verbo e Figlio del Padre!