(Dal fondo della perdizione)
Per me stesso e a nome di tutta l’umanità ti celebrerò in eterno, o Signore, e ogni eletto, con voce di esultanza, ti celebrerà in eterno per se stesso e a nome di tutta l’umanità, perché essendo sdegnato con gli uomini, ti sei placato e riconciliato con essi e li hai consolati nel tuo amore raccogliendoli nel tuo Cuore.
Un’offesa infinita abbiamo fatto alla tua maestà e un dolore infinito abbiamo recato al tuo Cuore, o Verbo incarnato! E un danno infinito abbiamo apportato alle tue opere, o Spirito Santo, in noi stessi e in tutti gli ordini creati che hanno relazione con noi!
Mai avremmo potuto riparare quell’offesa infinita, mai consolare quell’infinito dolore, mai compensare quel danno infinito! Potevamo rovinarci, precipitando nell’abisso del peccato, della morte e dell’inferno, e l’abbiamo fatto. Non avremmo mai potuto risollevarci.
O Bontà, o Amore, o Misericordia, tu sei immensa, infinita, immutabile, ma noi ti abbiamo voltato le spalle e ci siamo messi ostinatamente contro la giustizia delle tue sanzioni, la santità delle tue leggi, la sovranità dei tuoi diritti! Sfidando il tuo odio eterno e immenso, infinito, immutabile, per il peccato, ci siamo immersi e rinchiusi nel peccato,
ci siamo macchiati e vestiti di peccato!