A Gesù Salvatore - II
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O figlio dell’uomo e figlio della divina promessa, figlio della fedeltà dell’Altissimo! O supremamente amato, andiamo sul monte della visione a offrire il sacrificio! Porta tu stesso sulle tue spalle la legna per l’olocausto. Tuo padre porta il coltello per uccidere, il fuoco per ardere la vittima.

Non domandare, o figlio supremamente amato: “La vittima dove è?”. Sei tu, figlio! Poiché un angelo trattenne il braccio di Abramo, Isacco fu risparmiato, ma nessuno tratterrà il carnefice che ti vestirà di sangue, e poi ti inchioderà al legno e ti trapasserà il cuore sotto gli occhi di tua Madre!

Venite, o genti che naufragate nel diluvio del male! Del legno del suo sacrificio egli ha fatto un’arca di salvezza, che è la barca di Pietro. Venite in essa al sicuro per il viaggio alle sponde dell’eternità, al porto del Paradiso! Fuori di essa, nessuna sicurezza. Solo in essa la divina salvezza.

Venite, o genti, al sacrificio della nuova alleanza con l’Altissimo. Il Sangue dell’Uomo-Dio, l’Agnello di Dio, ucciso sin dalla prima origine del mondo, è il Sangue dell’alleanza tra l’uomo e Dio!

Rinnoviamo ogni giorno, in un grado superiore, questa divina alleanza in questo Sangue che a fiumi rallegra la città di Dio e forma il popolo di Dio! 

Venite, o genti, al convito del sacrificio dell’Agnello immolato e, per questo, trionfatore nei secoli! Venite a far parte del suo trionfo, a condizione di vivere la sua vita. Venite a vivere la sua vita a condizione di nutrirvi della sua Carne. Egli stesso ve la offre in amore eucaristico: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo che per voi si immola!”.