O mio Signore Gesù, divin Verbo incarnato, presente ed operante nell’Ostia, nel Vangelo, nella Chiesa, ti adoro e mi unisco alle divine predilezioni e compiacenze che il tuo Dio Padre ci rivela su di te!
“Ecco il mio servo, io l’accoglierò. Il mio eletto in cui si compiace l’anima mia. Ho effuso sopra di lui il mio spirito. Egli promulgherà la giustizia alle nazioni”. La santità della religione e relazione di servo di Dio!
Non schiaccerà, né farà gli odiosi particolarismi umani. Non finirà di spezzare la canna spaccata, né finirà di spegnere il lucignolo che fumiga. Proferirà i suoi giudizi con verità. Egli, costituito giudice universale.
Non si sgomenterà e non sarà precipitoso finché avrà ristabilito sulla terra la giustizia, la santità della relazione e religione del servo di Dio, secondo il suo Spirito. Da lui le isole aspetteranno la legge.
Così dice il Signore che crea i cieli e ha stabilita la terra con tutto quello che germoglia da essa e dà vita al popolo che l’abita. Io, il Signore, ti ho chiamato nella giustizia, nella tua santità di servo di Dio!
Io ti ho preso per mano e ti ho custodito, e ti ho stabilito mediatore del popolo, luce delle nazioni, in questa tua relazione e religione di servo di Dio, in questa tua missione di comunicare a tutti il tuo spirito di servo di Dio!
Affinché aprissi gli occhi ai ciechi, strappassi dalle catene i prigionieri e dalle carceri quelli che giacciono nelle tenebre, gli accecati dalla superbia e gli incatenati dalla superbia, negli ergastoli dell’amor proprio dello spirito umano.
O sordi udite, o ciechi guardate! O mio Dio, abbi pietà di me! Ecco tu ti rivolgi a me continuando: “Chi è cieco se non il mio servo? Chi è sordo come colui al quale io mandavo araldi?”
Sono io questo falso servo di Dio, a cui è detto: “Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione; hai aperto le orecchie ma senza sentire...”. E il Signore aveva voluto renderlo santo e per lui magnificare la legge, rialzarne il prestigio!