Elevazione sul Servo di Dio - II
P. 315
O Signore mio Gesù, divin Verbo incarnato, credo che tu, essendo per natura l’eterno Figlio di Dio Padre, ti sei degnato, per amore nostro di farti nel tempo, vero uomo.

Hai assunta, con la nostra natura, la nostra relazione di creature e servi per essenza, e così ti sei fatto il servo di Dio, re di tutto il creato e capo dell’umanità.

Hai voluto così stabilirti nella relazione e nella religione perfetta di servo di Dio, per comunicarla a tutti quelli che a te si uniscono e che per il peccato si erano ribellati al Signore.

Questa ribellione ci ha tanto guastati e deviati che noi anche nella grazia della riconciliazione non comprendiamo e non viviamo mai perfettamente la relazione e la religione di servo di Dio.

Dacci tu, dalla pienezza della tua grazia, o autore di tutta la grazia, l’intelletto e la scienza, la sapienza e il consiglio, la pietà e la fortezza, il santo timore, della relazione e religione del servo di Dio.

Tu, pur essendoti fatto il servo di Dio, non cessi di essere, per natura, l’eterno Figlio di Dio, e la relazione e la religione di servo di Dio, glorifica in te la divina relazione di Figlio che è la tua Persona divina.

Così, anche in noi, l’essere elevati sin dal principio della creazione nella grazia, ad amici e figli di Dio, non distrugge la nostra relazione e religione essenziale di servi di Dio, ma la eleva e la perfeziona.

Concedici che questa relazione e religione di servo di Dio, sia sempre come la base che sostiene e la radice che alimenta di verità per le vie dell’umiltà, ogni nostra superiore elevazione di grazia. 

Ogni annunciazione di angeli, ogni ascensione ai cieli più alti, ogni maggiore grazia di unione, ci trovi come la SS. Vergine Maria, nella nostra verità di servi del Signore.