Il supremo carisma - V
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Così fu che mi chiamasti, o mio Dio! A quale forma di vita? Oh! se sapessi comprendere la vita che intendevi darmi, e mi davi di fatto creandomi!

Poiché tu, facendomi quello che sono nell’essere della mia natura e persona, mi innalzasti insieme all’essere della tua natura e alle tue Persone.

Alla vita tua mi chiamasti, al consorzio della natura, all’amicizia e intimità delle tue divine Persone, e questo poi del tutto gratuitamente.

Per solo amore tuo! Non ancora ti conoscevo, né te ne potevo pregare, né ti avevo mai detto: “Ti amo, ti desidero, sono tuo!”.

Né l’avrei potuto se tu prima non mi avessi fatto e mi avessi elevato a te, e mi avessi detto: “Ti amo, ti desidero, sono tuo!”.

Questa è la meraviglia mia: che tu mi ami e desideri che io sia! O certamente tu ami me, poiché mi amavi senza che io fossi.

Cosa amavi allora? Cosa potevi amare tu, che potesse essere degno di te, fuori di te? O no, mio Amore, non ti conviene amare altro fuori di te stesso!

Non vorrei che tu amassi uno fuori di te stesso, perché non c’è essere degno di te, nemmeno se per questo io dovessi non essere più amato da te!

Ma come questo mi contrista e mi turba, poiché non è la verità, poiché non posso dubitare del tuo amore, non è possibile che tu non mi ami!

Poiché non è possibile che tu non ami te stesso, o mio Bene! E vedo chiaramente come in me tu hai amato te, hai vagheggiato te, hai voluto te!

Come godo di questo, che tu mi hai amato per te stesso, poiché diversamente temerei molto che non mi amassi più, che non mi avessi mai amato.

Ora invece non è possibile che tu non mi ami, è necessario che tu mi ami; io riposerò sicuro, tranquillo, adagiato nel mistero del tuo amore.