( Esame di coscienza o soggetti di istruzioni e di meditazioni)
Norme generali- Sacramentalizzare ogni cosa con il pio simbolismo e con il segno della croce e le invocazioni dei santi nomi.
- Fare atti di virtù teologali prima di ogni azione importante.
- Avere grande diligenza nel mantenere propositi, promesse, voti e impegni di consacrazione.
- Avere per le ispirazioni riconosciute un vero culto di ubbidienza.
- Vedere e fare tutto alla luce del soprannaturale.
- Sentire il dovere e il bisogno della direzione spirituale.
- Non emettere mai alcun voto di perfezione senza la sicurezza dell’ispirazione iniziale e l’esperienza di una sufficiente preparazione.
- Svolgere ogni culto pubblico con grande solennità liturgica.
- Coltivare e intensificare in tutti lo spirito della gratitudine, del ringraziamento e del sacrificio a onore e unione di Gesù Ostia.
- Stabilire ovunque la lode perenne alla Trinità inabitante nell’anima e l’adorazione perpetua a Gesù sacramentato.
- Educare le anime ad essere sempre pronte a fare tutto quello che più piace al Signore.
- Lavorare incessantemente per formare in sé e negli altri le abitudini virtuose.
Norme particolari- Coltivare la stima e l’amore per ogni anima consacrata al Signore, specialmente per i sacerdoti.
- Zelare per far conoscere e stimare da tutti, desiderare e abbracciare dagli eletti delle vocazioni, la vita consacrata.
- Coltivare e intensificare lo spirito della lode e dell’adorazione al Signore e della venerazione ai suoi santi e ai suoi rappresentanti.
- Coltivare e intensificare il culto alla casa del Signore e vedere e voler fare ovunque il tempio di Dio.
- Coltivare e intensificare il culto al giorno del Signore e vedere e fare di ogni giorno come altrettante
domeniche.
- Coltivare e santificare il culto del libro del Signore e non cessare di meditarlo, predicarlo e diffonderlo.
- Sopra ogni altra forma di preghiera prediligere la preghiera del Signore: il Padre nostro e colmare dello spirito di quella ogni altra preghiera.
Fine di queste osservanze- Per arginare, combattere e vincere il naturalismo che invade da ogni parte.
- Per essere di fatto, più che di nome, veri religiosi.
- Per impreziosire tutto del grande merito della virtù di religione.
- Per mantenersi ed elevarsi nell’ordine soprannaturale in cui il Signore ci vuole.
- Per agevolare e perfezionare l’adempimento del dovere di tendere alla perfezione.
- Per sperimentare e godere quanto leggero è il peso e soave il giogo del Signore.
- Per saturare di religiosità l’ambiente, a edificazione e perenne elevazione del prossimo.