Per il frutto dello Spirito Santo "Pace" I
P. 275
O mio Dio e mio tutto, Gesù sacramentato, tutto il mio essere sospira a te! A volte debolmente, a volte fortemente, ma sempre ogni mia facoltà e ogni parte del mio composto umano sospira a te e solo quando tutto l’essere mio si unisce sentitamente nel desiderio di te, comincia il giorno della santa pace.

In te si è fatta la pace tra l’umanità e la divinità, tra la giustizia e la misericordia, tra il cielo e la terra! E solo tu, ora, sei la fonte e il principio di ogni concordia e armonia, tra tanti elementi in lotta tra di loro, tra tanta agitazione di nemici nel povero mondo e tra tante tempeste di affetti nel povero cuore.

Vieni in me, o Signore Gesù, a portarmi questa perfezione dello stesso gaudio, che è il frutto della pace; e perché veramente lo riceva da te, ne goda in te e l’offra con te alle anime, fa’ che lo conosca e l’apprezzi a dovere e non mi arresti davanti al travaglio e al sacrificio che potrebbe richiedersi per un tale dono! 

O mio Signore, il peccato spezzò l’unione meravigliosa che tu avevi messo nell’essere umano e l’ha gettato nella sventura infelicissima di tanto dissidio interno, tra la parte inferiore e superiore, e tra le diverse esigenze della stessa facoltà che si getta successivamente verso oggetti anche opposti, in un perpetuo fluttuare e contraddire.

Non c’è pace nella mia fantasia, e molto più c’è guerra continua, a volte così atroce tra i vari sentimenti! Non c’è pace nel mio intelletto perché si ostina ad indugiare tra le verità apparenti e non risale a riposare nella verità dell’Essere divino, e appresso si trae la volontà che si lascia incantare dai beni transitori e falsi.