Atto di devozione a san Giuseppe
P. 248

(Da farsi all’inizio del periodo formativo del Discepolato)

O san Giuseppe mio, intendo mandarti il mio Angelo a riverirti per me, insieme all’onore che ti rende tutto il Paradiso, con la SS. Vergine Maria e con Gesù nostro capo, che sono la tua famiglia.

Vengo direttamente a bussare alla tua officina di fabbro nazareno, tutto consacrato al divino lavoro della santificazione delle anime, per alimentare e crescere il mistico capo, che è Gesù, Verbo incarnato nella tua vergine sposa immacolata.

Accoglimi nella tua officina della santità che hai appena aperta e stabilita nella Congregazione delle vocazioni divine alla fede e alla santità, al sacerdozio e alla vita consacrata.

Mettimi tra i tuoi apprendisti e discepoli perché impari ed eserciti l’arte divina della santità, alla tua scuola e nella compagnia ed imitazione del divin adolescente Gesù Cristo.

Mi offro tutto volenteroso al tuo lavoro, al tuo sistema, ai tuoi strumenti, nel nascondimento e nel silenzio, nel raccoglimento e nella laboriosità, nel rapimento di amore di Gesù e Maria.

Vengo direttamente a bussare alla tua povera casa nazarena, tutta consacrata all’amore di Maria e Gesù, supplicandoti di ricevermi come tuo servo, come tuo schiavo d’amore perpetuo. 

Voglio essere della tua famiglia non solo nella quiete di Nazareth, ma anche nella persecuzione di Erode, nell’esilio dell’Egitto, nelle peregrinazioni al tempio, nelle pene dello smarrimento e ricerca affannosa di Gesù. 

Ora san Giuseppe mio, lavorami, formami secondo Gesù, il tuo divino esemplare, e poi mi unirai a te nell’accudire alla santa Famiglia, rediviva nelle famiglie religiose, nelle comunità cristiane, negli eletti delle divine vocazioni.

Comprendo che devo onorare e imitare la tua umiltà per poter ricevere in me il divino lavoro ed essere, un giorno, strumento di questo lavoro e operaio anche io nelle anime, per compiervi questo divino lavoro.

Questa umiltà deve essere tutta di riverenza e santo timore del Signore, di obbedienza amorosa alla legge e a ogni qualsiasi manifestazione della volontà del Padre celeste. E così la voglio abbracciare.

Comprendo che il tuo silenzio è tutto raccoglimento interiore che ti mantiene sempre nel soprannaturale, e il tuo raccoglimento è tutto rapimento nella visione di Maria SS. e di Gesù che vivono con te.

O beato raccoglimento della casa di Nazareth, come voglio che tu ricolmi di edificazione la mia casa religiosa, perché solo a questo modo le anime vi saranno rapite nella visione e conversazione celeste di Maria e Gesù e della SS. Trinità! 

Per questo, in modo speciale, mi affido a te, o san Giuseppe mio! Non solamente per la divina provvidenza e per l’osservanza della santa povertà e per la fine beata di una santa morte! Mi affido a te per la perfezione dell’umiltà, della purità e della carità, mediante il raccoglimento nella preghiera vocale e il rapimento nell’orazione mentale; mediante la laboriosità nel lavoro manuale e l’intensità nel lavoro mentale; mediante la sacra intimità e divina pietà delle relazioni soprannaturali nel lavoro spirituale.

Con questo multiforme e santo lavoro avrò non solo osservato la santa povertà, attratto la prosperità della divina provvidenza, preparato un tesoro di meriti con cui ben morire al tempo e ben vivere nell’eternità, ma molto più, con questo multiforme e santo lavoro, avrò fecondato e fatto progredire il lavoro divino della mia formazione spirituale, religiosa, missionaria, sacerdotale, e avrò promosso anche la formazione delle altre anime chiamate alla fede, alla santità, al sacerdozio e alla vita religiosa. 

Con esse avrò alimentato, sviluppato e cresciuto il Corpo mistico di Gesù, la sua santa Chiesa, e insieme con Maria SS. e con te san Giuseppe mio, avrò vissuto nella santa Famiglia di Gesù e Maria e tua, che ora è per me, nella nostra Congregazione, talmente a loro unito da non poter essere più separato nel tempo e per l’eternità. Amen!