Confessione particolare sull’umiltà
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Riconosco e confesso che da me stesso e da me solo sono il nulla nell’essere, sono il nulla nell’atto, anche nel mio stato naturale. Sono nella necessità assoluta della tua azione creatrice e conservatrice.

Riconosco e confesso, che da me stesso e da me solo sono il nulla nell’essere, sono il nulla nell’atto, molto più, poi, nello stato soprannaturale, nell’assoluta necessità delle tue grazie abituali e attuali, prevenienti e concomitanti, comuni e speciali.

Riconosco  e  abbraccio  il  mio  stato  di  assoluta dipendenza da te, riconosco e abbraccio il mio dovere di assoluta e universale sottomissione a te, nella mia impossibilità, più che difficoltà, ad ogni atto buono.

Riconosco  ed  abbraccio  l’ordine  di  misericordia e non di giustizia, in cui mi trovo, nella mia relazione con te, e la condizione indispensabile dell’umiltà per ricevere, dalla tua misericordia, quanto non posso ricevere dalla tua giustizia.

Adoro la grande legge della preghiera, accetto il grande mezzo della preghiera, ti ringrazio del grande talento della preghiera, mi consacro a una vita di preghiera, in corrispondenza a questo mio stato di assoluto bisogno di te.

Tu  mi  hai  fatto  dono  della  personalità  e  della libertà, con cui propriamente faccio miei gli atti e con cui propriamente sono immagine e somiglianza di te, causa prima, ma di quanta debolezza e imperfezione l’ho avvilita e deturpata!

Eccola,  o  mio  Signore,  deviata  dalle  illusioni e dagli allettamenti di cattive inclinazioni, eccola asservita alla tirannia di abitudini di tiepidezza, eccola come senza difesa, sotto l’influsso del mondo e del demonio, la rendo tutta a te.

Nel mio essere sono sempre una limitazione del tuo dono di vita e di perfezione, nel mio atto sono sempre una qualche perdita e diminuzione del tuo dono di merito, quando non ne sia profanazione e abuso.

O mio Signore Dio, che alzi il trono della tua misericordia sulla mia miseria, concedimi di slanciarmi e unirmi a te, con una umiltà e confidenza non meno grande della mia nullità e impotenza, a gloria del tuo amore.