Per l'umiltà verso il Signore
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(Esame di coscienza o soggetti di istruzione e di meditazioni)

Norme generali
- In ogni convito del divino amore, sia della Parola, sia dell’Ostia, sia di ogni altra grazia, mettersi in spirito all’ultimo posto.
- Non abbandonare l’esercizio frequente della contrizione, anche per i peccati passati già rimessi.
- Credersi e professarsi indegno di godere la pace della coscienza, pure implorandola dalla divina misericordia.
- Approfondire e alimentare il senso della propria nullità, reità, indegnità davanti ad ogni grazia divina.
- Riconoscersi e professarsi obbligatissimo di ogni beneficio divino, anche dei doni del solo ordine naturale.
- Approfondire e alimentare il senso di tutte le responsabilità spirituali, sempre confidando nel Signore.
- Abituarsi alla contemplazione naturale dei grandi panorami della terra, del mare, dei cieli e della storia.
- Sprofondarsi nella contemplazione della infinità, eternità, immensità dei divini attributi.
- Abituarsi alla meditazione sulle divine perfezioni riflesse in ogni atomo creato, in ogni grado della vita.
- Considerare spesso l’altissima stima che il Signore ha di noi e il valore immenso che ci conferisce.
- Proporsi gli altissimi ideali che il Signore ci ispira, confidando nei doni e favori divini.
- Sforzarsi di dilatare i propri desideri come per adeguare l’infinità del bene divino offerto a noi.
- Sposarsi, nell’intimità del proprio nulla e passivo umano, con l’infinità del tutto e attivo divino.

Norme particolari
- Mai presumere di andare all'udienza divina senza almeno una breve, ma accurata preparazione.
- Mai cercare, nella preghiera, il proprio comodo, ma solo quanto può conciliare il vero raccoglimento.
- Nelle orazioni mentali fermarsi di proposito a ricevere e onorare il giudizio che il Signore fa sin d’ora dei nostri atti e stati.
- Fare molto spesso e cordialmente l’accettazione della morte, come nei temporali, nei viaggi, nelle infermità, nelle preghiere della sera.
- Curare molto il decoro personale esterno per onorare la divina presenza, specialmente nel tempo e luogo di orazione.
- Avere massima diligenza nell’osservanza, anche minima, di ogni prescrizione liturgica, estendendola proporzionatamente anche al culto privato.
- Essere sempre in stato di adorazione e ringraziamento per quello che Iddio è o ci fa e ci dà, e di riparazione e intercessione per quello che siamo e facciamo o di cui abbiamo bisogno. 

Fine di queste osservanze

- Per stabilirsi nella verità del proprio essere e operato.
- Per disporsi alle compiacenze e predilezioni divine.
- Per alimentare la propria relazione d’amore con il Signore.
- Per gettare buone fondamenta per l’edificio della santificazione.
- Per attrarre le benedizioni della prosperità divina sull’apostolato.
- Per onorare e imitare l’umiltà di Gesù, Maria e Giuseppe.
- Per rendere omaggio e unirsi alla divina verità, giustizia e amore.