Per il frutto dello Spirito Santo “Gaudio” - III
P. 192
O mio Signore, o mio Dio Gesù! Come vorrei che ogni mia facoltà e ogni atomo del mio essere, e con me tutto il mondo, esultasse di gaudio alla tua presenza, a questa tua visita, al dono di tutto te stesso, non tanto per il mio godimento, quanto per festeggiare la tua venuta e glorificare il tuo amore!

Sono  tanto  lontano,  o  mio  Signore,  dal  vero gaudio! Conosco, da piccolo l’allegria imperfetta del riso a volte smodato; conosco, da grande, il tuo dono naturale del buon umore, molto utile davvero; conosco, per tuo dono soprannaturale, la consolazione spirituale, perché tu ti degni infonderla nelle anime che ti seguono.

Dovrei esserne sempre come irrigato in tutti i solchi della vita, come inondato ogni giorno, poiché la fonte da cui promana e a cui si attinge sei tu stesso, in questo adorabile sacramento, con le tue sante Piaghe e il tuo sacratissimo Cuore, vivente e palpitante, fluente e risplendente nell’Ostia!

Intanto pure vivo con te, e ti ricevo anche nella santa Comunione, con la massima frequenza, quotidianamente, e resto, ordinariamente, nella insensibilità e incapacità, nella mia freddezza e distrazione, sicché mi pare un atto straordinario, qualche tua consolazione nella stessa vita, così intensamente eucaristica.

Del tuo gaudio non ho conoscenza di esperienza personale, ma se mai conoscenza di studio. Concedimi tu, o benignità infinita, di ben intendere e gustare,  applicare  e  praticare  questa  conoscenza, sia pure solamente di studio, in modo da pervenire dalla scienza alla sapienza, dalle tue consolazioni transitorie al tuo gaudio permanente!