O mio Signore Dio, o mia Trinità che adoro, tu sei nella tua divinità degno di tanta gloria di adorazione e lode, ringraziamento e amore, che dovrebbe essere semplicemente infinita.
Sento bene che con la mia vita attuale, anche impegnandovela tutta, non posso avvicinarmi al tuo merito infinito, e sforzo fino all’eccesso tutte le mie facoltà mentali.
Ecco che il mio grado di vita si spezza in questo sforzo supremo d’amore, ma, o meraviglia, io non muoio, ma mi ritrovo in un grado e sfera di vita superiore.
In questo grado e da questa sfera più alta, vedo anche di più e sento anche meglio che alla tua Divinità si deve una gloria di adorazione, di lode e di amore infinito.
Non avendo ancora la capacità e la potenza di renderti questo culto adeguato, impegno tutte le facoltà anche di questa vita superiore, nella violenza dell’amore.
Ecco, muoio! perché anche quel grado di vita superiore si spezza in quell’impegno. Ma, no, o meraviglia! io non muoio, ma mi ritrovo in un altro grado, in un’altra sfera di vita, molto superiore.
Come una vita di angeli, tutta spirituale, tutta soprannaturale, più accesa d’amore, più trasportata a renderti quella gloria che meriti, essa si rivela sempre infinita.
Sotto lo sforzo d’amore, quest’altra vita si spezza e non muoio e mi ritrovo come tutto in Gesù Cristo! E la divina umanità di Gesù Cristo si spezza anch’essa, sotto lo sforzo dell’amore! Poiché il merito tuo è ancora e sempre infinito. E con Gesù, per Gesù, in Gesù mi trovo in te e tu sei nell’anima fuoco divoratore che sempre immola per avvivare, e avviva per immolare.
O indefinitiva progressione d’immolazione e risurrezione e ascensione a superiori immolazioni e risurrezioni e ascensioni, nella vita del sangue di Gesù e del fuoco e dello Spirito Santo!