Idea del sacrificio
P. 143
O mio Signore Dio, o mia Trinità che adoro, tu sei nella tua divinità degno di tanta gloria di adorazione e lode, ringraziamento e amore, che dovrebbe essere semplicemente infinita.

Sento  bene  che  con  la  mia  vita  attuale,  anche impegnandovela  tutta,  non  posso  avvicinarmi  al tuo merito infinito, e sforzo fino all’eccesso tutte le mie facoltà mentali.

Ecco che il mio grado di vita si spezza in questo sforzo supremo d’amore, ma, o meraviglia, io non muoio, ma mi ritrovo in un grado e sfera di vita superiore.

In questo grado e da questa sfera più alta, vedo anche di più e sento anche meglio che alla tua Divinità si deve una gloria di adorazione, di lode e di amore infinito.

Non avendo ancora la capacità e la potenza di renderti questo culto adeguato, impegno tutte le facoltà anche di questa vita superiore, nella violenza dell’amore.

Ecco, muoio! perché anche quel grado di vita superiore  si  spezza  in  quell’impegno.  Ma,  no,  o meraviglia! io non muoio, ma mi ritrovo in un altro grado, in un’altra sfera di vita, molto superiore.

Come  una  vita  di angeli,  tutta  spirituale,  tutta soprannaturale, più accesa d’amore, più trasportata a renderti quella gloria che meriti, essa si rivela sempre infinita.

Sotto lo sforzo d’amore, quest’altra vita si spezza  e  non  muoio  e  mi  ritrovo  come  tutto  in  Gesù Cristo! E la divina umanità di Gesù Cristo si spezza anch’essa, sotto lo sforzo dell’amore! Poiché il merito tuo è ancora e sempre infinito. E con Gesù, per Gesù, in Gesù mi trovo in te e tu sei nell’anima fuoco divoratore che sempre immola per avvivare, e avviva per immolare.

O indefinitiva progressione d’immolazione e risurrezione e ascensione a superiori immolazioni e risurrezioni e ascensioni, nella vita del sangue di Gesù e del fuoco e dello Spirito Santo!