Non è solo l’Eucaristia il convito dell’Amore divino, il convito nuziale che il Padre ha fatto al Figlio Suo nell'umanità, e a cui, poi, invita ciascuna anima in particolare.
E’ anche il convito della divina Parola, nella quale ci risuona e ci si comunica in diverso modo il Verbo Incarnato, Gesù; per essere l’alimento della nostra vita soprannaturale.
Per essere il tramite della nostra unione con la Trinità beata, come Egli è la più grande rivelazione e comunicazione della Divinità e il Mediatore tra Essa e le anime.
Il convito della Divina Parola ci è apprestato in vari modi: così nella Meditazione, così nella Predicazione, così nello studio religioso, così nelle multiformi letture spirituali.
Come chi non mangia la Carne del Figlio dell’Uomo non ha in sé la vita, così chi non si nutre della Divina Verità mediante la comunione con la Divina Parola, non alimenta, in sé, quella vita.
Si può dire proporzionatamente di questa privazione di alimento, quello che S. Paolo dice di chi si comunica indegnamente: “Perciò tra voi molti sono privi di forza e giacciono nel sonno”.
Come per l’Eucaristia, così per la Divina Parola, sono indispensabili quei servi fedeli del convito, che il Signore manda insistentemente a chiamare, a sollecitare, a sforzare le anime a venire.
Beato, anche per questo, chi abita nella Casa del Signore, perché come vive sotto lo stesso tetto di Gesù Sacramentato, così viene più spesso alle divine fontane degli esercizi e ministeri della Divina Parola.
Non mancano, per lui, e non devono mancare per nessun’anima, i servi del Signore che lo premurano e sforzano al dovere quotidiano della meditazione e della predicazione, e dello studio religioso e della lettura spirituale. Siano benedetti!