(Da farsi all’inizio del periodo formativo dell’Annunzionato)
O primi amici di Dio, da questa lontananza di secoli vi saluto nel presente del popolo eletto della terra e del cielo, nel presente dell’eternità del Signore! Adoro in voi le prime vocazioni divine, o santi Patriarchi, le prime vocazioni divine di cui è stata favorita l’umanità!
Adoro in voi le prime missioni divine, di cui fu in voi favorita l’umanità! O santi Patriarchi, voi corrispondete alla divina vocazione in un eroismo costante di fede nel Signore Dio. Voi vivete in un eroismo di speranza nelle sue promesse, in un eroismo di amore nell'invisibile, terribile, giustissimo, misericordioso, fedelissimo, dolcissimo e adorabile Dio!
Voi lo seguite, lasciando tutto per lui, distaccandovi da tutto per lui, sacrificando tutto a lui, secondo ogni suo desiderio, dandogli prova del vostro culto religioso nell'esercizio di ogni virtù! Glorifico e ringrazio lo stesso Dio, per la vostra docilità alla sua voce, per la vostra fedeltà alla sua legge, per la vostra generosità e corrispondenza alla divina amicìzia.
Tutta la vostra religiosità contemplo e onoro nel suo tipo supremo, nel sacrificio richiesto a te, o santo Patriarca primo del popolo eletto; nel sacrificio offerto da te, o padre Abramo, di quel sacrificio incompiuto, immagine suprema dell’immolazione compiuta del Figlio di Dio incarnato Gesù Cristo!
Nessun esemplare umano-divino di corrispondenza al Signore, era davanti a voi, o santi, ma lo spirito della divinità vi colmava la mente e il cuore, vi formava e vi dava la vita, per fare di voi i primi esemplari amici di Dio, del popolo santo di Dio. Ecco, con voi usciamo dalla nostra terra, dal nostro parentado, dalla nostra casa, per andare là dove Dio ci chiama, dove il suo Spirito ci porta, dove il suo cuore ci aspetta.
Con voi cominciamo ad essere i perpetui pellegrini ed esuli della terra, pronti a levare le nostre piccole tende dopo breve e prolungato accampamento, nei deserti del mondo, seguendo il Signore, e formando così lentamente il popolo di Dio, popolo peregrinante prima e poi militante, popolo perpetuo peregrinante nel deserto del mondo verso il cielo, popolo perpetuo militante per la sua conquista della terra promessa, la città santa del regno di Dio.
Voi la contemplaste e salutaste, questa meta della divina promessa, da lontano, ma non la vedeste con i vostri occhi mortali, non ne godeste con la vostra vita terrena, ma fu vostro possesso e godimento lo stesso Signore del cielo e della terra; lo stesso autore delle vocazioni e delle promesse fu vostro, in modo così proprio, da gloriarsi di voi come del suo nome, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, Dio dei padri nostri.
Ecco, noi andiamo incontro ai popoli che non lo conoscono, ai popoli che sono per lui deserto e desolazione, ai popoli che non sono il suo popolo, nella fede e speranza di rigenerarli a lui, con quel carisma di paternità suprema di amore per lui, di unione con lui, che ci fa anime spose di Dio, anime madri delle anime in Dio, madri dei popoli di Dio
nella santa Chiesa.
Come vorremmo trovare tanta grazia al suo cospetto e tanto glorificarlo, che anche lui possa glorificarsi di essere nostro e chiamarsi nostro per nostro amore. O santi Patriarchi, trasfondeteci la vostra fede, otteneteci la perfezione della fede, unica base, fondamento e radice di salvezza e santificazione, perché noi possiamo piacere sommamente
a Dio ed essere, a nostra volta, base, fondamento e radice di popolo eletto.
Mostrateci da lontano, in una visione di fede così viva da accendere in noi gli slanci della speranza e i fervori della carità, quale sarà questo popolo eletto, questa terra promessa, questo regno dei cieli, questa città santa di Dio, sin da questo tempo della vita mortale delle generazioni umane!
Vedo, o santi Patriarchi, che voi ci conducete ai santi profeti, illuminati sull'avvento futuro del popolo e del regno dei cieli, nel tempo e nello spazio, e poi nell'eternità e immensità divina. Sii benedetto, o Signore Dio per la vocazione e missione straordinaria dei santi profeti! Sii tu benedetto per tutti i vaticini della santificazione universale, che essi ci hanno tramandato, ispirati da te, assistiti da te, perché tu sei il primo e il principale autore del santo libro.
Sii tu benedetto, o Signore Dio, perché ci hai dato la santa Chiesa, conservatrice di questo sacro deposito della tua divina rivelazione e maestra infallibile della verità religiosa. O mio Dio e mio tutto, sii tu benedetto, perché ci infondi il desiderio, il programma e il tormento sacro non solo di servire in qualche modo alla formazione e cultura del popolo eletto, all'espansione e trionfo della Chiesa in tutto il mondo, all'evangelizzazione di ogni popolo, ma molto più d’immolarci alla santificazione universale, portata al punto che ogni anima diventi, a sua volta, come un patriarca del popolo eletto, un profeta del popolo eletto!
O Signore Dio, effondi nelle anime dei tuoi sacerdoti e religiosi, su ogni comunicante quotidiano, su ogni giovane e vecchio, su ogni fedele quei carismi divini necessari all'utilità spirituale del prossimo, all'edificazione del corpo mistico di Gesù, nell'incorporazione perfetta di ogni anima in esso.
Noi crediamo a tutte le divine promesse e a ogni divina profezia, di ogni profeta maggiore e minore!
Noi crediamo ai sublimi vaticini del nostro speciale profeta, il tuo Isaia, e apriamo e dilatiamo la mente e il cuore a ricevere la consolazione di tutte quelle divine rivelazioni e promesse!
O santi Patriarchi, accoglieteci nella vostra famiglia, nelle vostre contemplazioni e adorazioni! O santi Profeti, accoglieteci alla vostra scuola, nelle vostre visioni e predicazioni! Adunate nel vostro spirito e centuplicate in esso le vostre esultanze nell'avvicinarsi del nuovo capo dell’umanità santificata, del supremo, unico maestro del gran popolo dei santi, del consumatore della salvezza e santificazione universale Gesù Cristo, da voi simboleggiato e annunciato, e che si degna voler essere da noi evangelizzato al mondo e portato alle anime, egli che è tutto per noi e tutto in noi ogni giorno, fino alla consumazione dei secoli. Benedetto Dio.