O mio Dio e mio tutto, benefattore infinito, sii propizio a me peccatore! Che ti renderò per tutto il bene che mi hai fatto?
Sono quella povera anima che trovasti abbandonata sulla via, coperta di piaghe e tu raccogliesti e sanasti ed essa ti ha abbandonato, disprezzato, dimenticato.
Sono il tuo diletto che liberasti dai nemici, conducesti a mano per il deserto e stabilisti nella terra di benedizione ed esso poi ti ha abbandonato, disprezzato, dimenticato.
Sono la tua creatura eletta, che facesti tuo figlio e come figlio nutristi ed esaltasti in te, ed esso poi ti ha abbandonato, disprezzato, dimenticato.
Non potevo peccare senza i tuoi doni di natura e di grazia e ne ho infinitamente abusato, facendone armi di offesa e di morte contro me e te.
Ora che mi converto a te e voglio ringraziarti di tutto, e questo pure è dono tuo, tanta è la mia cecità che non posso numerare i tuoi benefici.
Seppure potessi numerarli, come potrei comprenderne il pregio infinito e come ringraziartene adeguatamente, poiché mi provengono da te, bene infinito?
O mio Dio e mio tutto, svelami tu stesso i tuoi doni nel loro numero e dignità, come al popolo eletto, in un divino lamento che mi ferisca il cuore.
Aprirò i libri memoriali dei tuoi doni che tu hai comandato si scrivessero e che tu stesso hai scritto, ma tu aprimi la mente e il cuore ai loro sensi divini.