Atto di consacrazione d'immolazione alla divina Trinità nell'anima dei fedeli e dei giusti
P. 1061
( Da farsi al termine del periodo formativo dell’Ascensionato) 
 
Ti adoro, o divina Trinità, mio Dio e mio tutto,  che ti sei degnato concedermi la vocazione e la missione pastorale in questa congregazione serafico apostolica! Vengo a supplicarti, o mio Signore, di concedermi tanta purezza di carità e di zelo, che il vivere tra le anime nel mondo, sia pure delle comunità cristiane parrocchiali, non sia mai d’impedimento e di distrazione, di raffreddamento e di deviazione nella cultura della mia relazione di amore con te e della mia ascensione all’unione con te.

Vengo a supplicarti di concedermi tanta purezza di carità e di zelo, che vivendo tra le anime, io non riesca mai per esse d’impedimento e distrazione a rivolgersi a te, venire a te e unirsi a te, sicché io sia per esse, tutte e singole, non lupo, né ladro, né mercenario, ma vero pastore che attende solo a custodirle al sicuro nell’ovile della tua Chiesa e del tuo cuore, a guidarle ai pascoli della verità e della carità che sei tu stesso, o divino Signore, a conquistarle tutte non alla mia affezione, ma al trionfo della gloria del tuo amore.

Per questo, o mio divino Signore, secondo la tua stessa ispirazione e attrazione, mozione e direzione, mi consacro a vedere in ogni fratello non il corpo, ma l’anima, e in ogni anima mi consacro a vedere, riconoscere e onorare te, o adorabile Trinità inabitante in essa mediante la grazia, nello Spirito Santo e nella sua divina carità.

A te, o adorabile Trinità, voglio condurre e elevare ogni anima; a te, o adorabile Trinità, preparare la via in ogni anima; a te aprire le porte di ogni anima! Te, o adorabile Trinità, voglio intronizzare in ogni anima, e voglio educare soprannaturalmente ogni anima a rendere i1 suo mondo interiore qual vero cielo, giardino, reggia, trono e altare tuo e a offrirti tutta quella corte di gloria di amore che ti si rende nella liturgia eucaristica, nella festa del paradiso, nel ministero adorabile della tua vita stessa, o unico vero Dio, nella reale Trinità delle Persone divine, almeno coi santi desideri e intenzioni.

A te, o adorabile Trinità, si offre nella Chiesa il divino Sacrificio dell’Eucaristia, e per te, o adorabile Trinità presente nelle anime, voglio portarle tutte alla comunione eucaristica quotidiana, perché anche nel tuo cielo e reggia, trono e altare dell’anima sia a te offerto ogni giorno l’adeguato culto eucaristico; e con Gesù mio sacramentato, intendo offrirmi, consacrarmi e immolarmi anch’io a te, o Trinità inabitante nelle anime, per essere tutto e sempre con Gesù, in Gesù e per mezzo di Gesù, tua corte di gloria e di amore in tutte le anime, specialmente in quelle nelle quali tu vuoi essere da me più particolarmente servito, onorato, amato.

Tu, o adorabile Trinità, rendimi con Gesù sacramentato un’ostia sola di sacrificio a te e di sacramento alle anime, affinché trionfi in me e in tutti l’amore tuo nello Spirito Santo. 

O mio Signore, o mio Signore, la tua santità infinita, mi rivela, mi rimprovera quanto l’egoismo profana, deturpa, tutte le mie azioni, intenzioni, disposizioni, anche quelle che più sembrano sante! Concedimi nella misericordia, bontà e amore tuo, di volere e intendere efficacemente la perfetta immolazione del mio egoismo in tutto, ma specialmente là dove più male esso può fare a me e alle anime, cioè nell'esercizio del ministero pastorale!

Sia invece per me e per tutti i sacerdoti e i religiosi, i servi, i tuoi amici e fedeli, o adorabile Trinità, sia il ministero una perenne e potente immolazione dell’egoismo, non tanto per intensa laboriosità sfibrante, non tanto per le immancabili incomprensioni e incorrispondenze, non tanto per le frequenti ingratitudini e persecuzioni, non tanto per innumerevoli difficoltà e contrarietà, quanto per purezza e ardore di carità, per la tempera perpetua del Sangue di Gesù e del fuoco dello Spirito Santo!

Che io sia sempre più purificato e spiritualizzato, per essere trovato disposto e il meno possibile indegno, della tua corte di gloria e di amore, della compagnia dei tuoi angeli assistenti e ministranti, dell’unione con Gesù, come in una sola Ostia di sacrificio e sacramento.

A Gesù sacramentato, a te, adorabile Trinità presente nel divin Sacramento dell’altare, mi applicherò a portare tutte le anime, come adoratori perpetui e comunicanti quotidiani, perché da Gesù le anime imparino, il culto di spirito e verità che tu vuoi, o Signore Iddio purissimo Spirito, perfettissimo Essere!

Con Gesù sacramentato, che continua in mezzo a noi la sua vita nascosta e pubblica, dolorosa e gloriosa, mi applicherò alla formazione speciale degli eletti delle divine vocazioni; sulla trama dell’organizzazione semplicissima dei settantadue discepoli, dei dodici apostoli. Cominciando dal piccolo clero, io devo e voglio attrarre tutta la fanciullezza, a te!

Tutti i fanciulli a te, o Trinità con noi, perché a te si deve ogni primizia della vita umana, delle intelligenze e sentimenti umani, delle famiglie e delle opere umane. E tra questi fanciulli, oblati e benedetti, comunicanti quotidiani e adoratori perpetui, sceglierai gli eletti delle tue divine vocazioni e missioni.

E in questi eletti concentrerò maggiormente il ministero pastorale nelle sue forme più alte di ascetica cattolica, perché tutti abbiano a divenire i prediletti della Trinità.

Nell’anima di questi fanciulli, di questi eletti e prediletti, maggiormente mi offro a te, o Trinità adorabile, con questa mia consacrazione d’immolazione che sola può essere feconda di frutti di santificazione in essi, solo strumento idoneo e cooperazione efficace della tua opera santificatrice!

O mio Signore! O mia adorabile Trinità, salvami dalla presunzione e illusione diabolica che potrebbe mettere in me l’idea e il senso di essere, tra quei dodici e settantadue, come Gesù che li attrae e accoglie, li educa e li manda nelle missioni evangeliche! E ogni idea e senso mi porti a essere vicino a Gesù, come suo servo e amico! O piacesse a te, ch’io fossi come il servo fedelissimo, l’apostolo prediletto e l’amico dello sposo, ma che mai mi illuda e presuma di occupare come il posto di Gesù in nessun luogo e tempo, e in nessun cuore e in nessuna mente, in nessuna vita e anima, come  tanto meno posso mettere in me stesso l’io al posto di Dio.

Salvami da me stesso, o Signore, da quest’uomo iniquo e doloso che si chiama io, che mi fa guerra dentro! Accogli e mostrami di gradire questa mia consacrazione d’immolazione a te, o Trinità inabitante nell’anima, col dominare tu, col vivere e trionfare tu nel mio «io», e così vivente e operante in me attirerai a te e formerai per te gli eletti e prediletti tuoi, i dodici e i settantadue, perché essi siano poi i tuoi serafici e apostolici messaggeri e guerrieri del regno e trionfo dell’amore tuo purissimo in ogni anima e in tutto il mondo! Amen.