Ogni divino giudizio di colui che è amore nella sua natura e perfezioni, nelle sue opere e missioni, nelle sue persone e relazioni, non può vertere su altro che sulla maggiore o minore corrispondenza e fedeltà delle anime, che egli ha fatte libere, unicamente perché con maggior merito loro e gloria sua, fossero corrispondenti e fedeli al suo amore.
Ogni divino giudizio non può vertere su altro che sulla legge di ogni legge: “Il Signore Iddio tuo è l’unico Iddio, tu l’amerai con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze, con tutta la tua anima, per tutta la tua vita”.
O Signore Gesù, fammi questo giudizio dell’amore ogni mezzo giorno e ogni sera della mia vita mortale; perché io sappia, veda e senta quello che mi manca e quello che tu desideri dal mio cuore, sia per gli affetti interni, sia per effetti esterni, nella mia unica triplice relazione con la Trinita divina, in se stessa e nel mio prossimo.
In tutto il resto, ci vuole calma e serenità, ordine e metodo, peso e misura per l’esercizio di ogni virtù, nel loro giusto mezzo, ma nel tuo amore, o infinito Amore, ci vorrebbe la passione di ogni fuoco, l’eccesso di ogni misura, l’impeto di ogni ardore, il tormento di ogni gioia, nel desiderio di piacerti, in quanto a corrispondenza e fedeltà, all’infinito.
Tu vuoi sapere, anima mia, che cosa vuole da te e da tutti il Signore! “Che altro voglio e cos’altro posso volere, grida il suo Cuore, se non che si apprenda a tutto e accenda tutti, il fuoco che sono venuto a portare sulla terra? E che tutta l’umanità sia in una conflagrazione universale di amore di Dio e del prossimo?”
O Signore che sei fuoco consumatore di amore che purifica, illumina, divinizza le anime nella tua unione, opera spiritualmente questa universale conflagrazione in ogni cielo di anime, in ogni vita nostra e in tutta l’umanità, sicché si faccia anche sulla terra il regno del tuo puro amore, prima ancora della fine di ogni uomo e della fine del mondo attuale.