A Gesù - I
P. 1047
(Pensando al giudizio)

O adorabile Gesù, credo che tu devi giudicare ogni anima con il giudizio particolare, alla fine della vita presente nella morte, e tutta l’umanità, con il giudizio universale alla fine del mondo, e così applichi le sanzioni eterne a ogni anima secondo la tua misericordia e amatissima giustizia.

Degnati, o Signore, di mandare il tuo angelo e tanti e tanti angeli nei tuoi ministri, nei santi libri, nelle sante opere, perché non cessino di ricordare e proclamare a ogni uomo: “Temete il Signore e date gloria al suo nome! Perché è venuta l’ora del suo giudizio”. E in ogni ora il tuo giudizio si compie in tante anime al primo ingresso nell’eternità!

O Signore, che vuoi che io faccia per vederti, al primo incontro con te, subito dopo la morte, tutto clemenza e approvazione, tutto amoroso e festoso, e subito venire a stare con te nel paradiso, e nel giorno finale piangere solo di adorazione e di consolazione eccessiva al primo vederti come giudice universale?

Ecco, tu mi fai comprendere che nel giudizio universale, la tua divina sentenza rivela il processo fatto alle anime come individui e come società, soprattutto circa la loro vita esterna di relazione con la SS. Trinità nelle sue immagini viventi e personali, gli uomini tutti, e particolarmente i minimi tra loro: fanciulli, poveri, sofferenti, umiliati.

Tu mi fai comprendere che il giudizio particolare, in quel primo faccia a faccia dell’anima con te, o Gesù, in quell’intimità suprema, verterà sull’amore interno e sulla cultura cristiana delle relazioni di amore soprannaturali con ciascuna delle divine persone della Trinità, con il Padre, con lo Spirito Santo e con te, o Gesù!