Al divino Spirito - II
P. 1045
Quale sarà mai la gloriosa e dolcissima bellezza umana che l’anima renderà con la sua somiglianza divina del Padre verso Gesù? La somiglianza che renderà del Figlio verso il Padre, del Padre e del Figlio insieme verso te, o divino Spirito, e la tua verso il Padre e il Figlio? 

Poiché mi fai comprendere che, pur essendo virtù propria dell’amore, l’assomigliare gli amanti tra loro, tuttavia la virtù assimilatrice dell’amore filiale si distingue dalla virtù assimilatrice dell’amore nuziale, e l’una e l’ altra da quella dell’amore di amico, di fratello, di madre! 

Come irraggerà da tutto l’essere umano glorioso la bellezza della relazione del servo di Dio, e come su essa fiorirà la bellezza delle relazioni soprannaturali di anima figlia, di anima sposa, di anima madre, e come queste bellezze si fonderanno insieme nell’unica distinta persona umana di ogni anima salva!

O divino Spirito, quale sarà la misteriosa bellezza e dolcezza della divina presenza manifestamente sentita nel suo perenne creare e conservare l’anima, salvarla e santificarla, attrarla e unirla alle divine Persone, e proprio per glorificarla in esse e beatificarla di esse?

Svelatamente, allora, vedrò nella tua luce di gloria, quello che è la divina inabitazione nell’anima e dell’anima della Trinità; e in questa sopraluminosa trasparenza e sopragrandiosa irradiazione, vedrò ogni santo come tutto divinizzato, e gli renderò e ne riceverò in pieno il bene perfetto dell’amore.

Tu, o divino Spirito, dall’intimo dell’anima sei, con il tuo dono di grazia e di gloria, la vita superiore, eterna e divina; la fonte di luce e di pace, di consolazione e di gaudio, che la rende tutta stella di gloria e di amore; e anche gli angeli, che non si saziano di guardarti in eterno, ti contempleranno in essa.