O Angelo mio, ti ho fatto allontanare da me col disgusto dei miei difetti volontari e con le mie disubbidienze alle ispirazioni, infedeltà alla grazia, incorrispondenze all’amore di Dio! Ritorna! Vieni a me come l’angelo liberatore di san Pietro in vincoli.
O Angelo mio, quanto spesso mi capita di trovarmi legato dall’accidia, imbavagliato dalla sensualità, accecato dalla vana gloria, nel carcere della tiepidezza, da cui si sprofonda nel baratro del peccato grave, e io non lo comprendo, dormo e non prego.
Quante volte, o Angelo mio, per mia colpa mi trovo nel carcere del dolore e dell’umiliazione, legato dal torpore e sonnolenza, ottenebrato dalla tristezza e scoraggiamento, tormentato dal risveglio delle passioni, irritato e infastidito di tutto e di tutti! E non prego!
O Angelo mio, tu veglia e prega per me! Tu muovi la Chiesa dei miei fratelli e superiori, dei miei amici e conoscenti, di quanti hanno zelo per i peccatori, per i tiepidi, per i santi falliti, a pregare per me, per la mia liberazione e salvezza!
Quante volte la carità di Dio e del prossimo mi ha spinto a pregare per il prossimo peccatore, tiepido, infedele, incredulo, sofferente, tentato! Avessi sempre e perfettamente praticato questa misericordia della preghiera per i vivi e per i defuntil perché all’occasione sia resa a me centuplicatarnente!
Tu muovi a pietà di me i santi e gli angeli che avrei dovuto onorare e servire, ma l’ho fatto così imperfettamente; ottienimi che preghino per me i santi e gli angeli, per i quali voglio ringraziare Dio e di cui avrei dovuto aiutare le anime protette, ma l’ho fatto troppo indegnamente.
Per la preghiera della Chiesa, per la comunione dei santi, il Signore ti darà il potere e la missione di aprirmi le porte di ogni carcere, di far cadere ogni catena dalle mie mani, di svegliarmi alla realtà soprannaturale, di rivestirmi di abitudini sante e seguirti verso il cielo!
Di’ forte all’anima mia: “Alzati prontamente, senza ragionare sul dovere che conosci. Rivestiti prontamente dei tuoi abiti virtuosi che hai lasciati da parte inoperosi, e segui la mia direzione, ubbidendo alle mie ispirazioni”.
Come a ragione temo di trovarmi a lungo nel carcere del purgatorio dopo il mio passaggio all’eternità! Vieni allora, o Angelo, a sciogliermi dai miei debiti con la divina giustizia, a rivestirmi dell’ammanto di gloria, a introdurmi nel santo paradiso!