Norme generali
- Considerare il proprio corpo come materia del sacrificio da offrire e immolare quotidianamente.
- Considerare il proprio cuore come ostia e vittima da consacrare e immolare quotidianamente.
- Considerare il proprio spirito umano come alleato segreto dello spirito del mondo e dell’inferno.
- Considerare il proprio io della personalità male intesa come il peggiore traditore dell’anima e del Signore.
- Riconoscere nei gusti e inclinazioni naturali della propria volontà il più grande impedimento e pericolo spirituale.
- Quindi, salvo altri doveri, giammai evitare l’umiliazione e il dolore che ci si offre, in riparazione e preservazione del male.
- Invece procurare di trovarsi sempre con qualche buona sofferenza fisica o morale, superata in santa pazienza.
Norme particolari
- Ogni giorno prefiggersi qualche mortificazione e umiliazione fuori dell’ordinario, da portare alla celebrazione eucaristica come materia del sacrificio.
- Molto spesso esaminarsi sugli attaccamenti del cuore e delle creature per sbarazzarsene generosamente.
- Temere sempre di cadere in illusioni mondane e diaboliche, e quindi chiedere spesso la grazia di stabilirsi nella verità.
- Nulla di buono sperare o promettersi dal proprio carattere e temperamento, dal proprio spirito e cuore, nonostante qualunque apparenza.
- Diffidare sempre di se stesso e confidare sempre nel Signore, specialmente per la multiforme superbia e sensualità.
- Voler essere con Gesù, ostia di sacrificio alla SS. Trinità e sacramento alle anime, vittima del divino amore trionfante.
Fine di queste osservanza
- Per assicurarsi la salvezza eterna e la santificazione.
- Per il trionfo della vera carità di Dio, di sé e del prossimo, senza illusioni e rallentamenti.
- Per togliere ogni vigore alle insidie e spezzare gli agganci del mondo e del demonio.
- Per seguire il consiglio di nostro Signore e l’esempio dei santi.
- Per vivere sul serio e col massimo profitto nell’ascetica cattolica evangelica.
- Per disporsi alle forme superiori dell’unione con le tre divine Persone.
Atto di dolore.