Per la laboriosità
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O mio Dio e mio tutto, Padre, Figlio e Spirito Santo, ti adoro nel tuo essere divino, atto infinito, eterno, immenso, immutabile, vivente, pensante, amante, operante.

Poiché la vita si deve consumare (e tutte le creature, nel corso del tempo, la logorano), voglio consumarla nell’attività del fuoco sacro, nella santa Famiglia e nella Chiesa, nel servizio di Dio e delle anime.

A tua immagine e somiglianza, devo e posso, nella tua grazia, essere anch’io proporzionatamente sempre attivo impegnando la mia persona ad essere costantemente laboriosa.

Mi abbandono a te sapendo bene di non trovare in te il falso riposo dell’inerzia, la falsa pace del nulla, la falsa dolcezza dell’ozio, ma la piena attività di tutte le potenzialità estese verso un ordine superiore.

Mi impegno ad esercitarmi nel più intenso e continuo lavoro manuale e intellettuale, insegnamento e predicazione, composizione e ministeri, organizzazioni e direzioni e soprattutto nella santa meditazione.

Mi impegno ad esercitarmi nell’intensa laboriosità come prima e massima penitenza che tu stesso, o sapienza e bontà infinita, hai assegnato all’umanità dopo la colpa originale.

Mi impegno ad esercitarmi nella laboriosità per la maggiore imitazione della santa Famiglia, la maggior immedesimazione alla vita della grazia. 

Troverò nella laboriosità il mio purgatorio su questa terra, per entrare in cielo subito dopo la morte; il mio paradiso terrestre, in un pregustamento e arricchimento continuo del paradiso celeste.

Mio Dio, che anche la mia orazione sia tutta azione cherubica nel conoscerti, azione serafica nell’amarti e azione apostolica nel farti conoscere e amare; sia un travaglio ben definito nel suo obiettivo e una battaglia decisiva contro il nemico.