È asceso l’Angelo mio, l’Angelo della mia divina vocazione e diceva, da parte del Signore: “Io ti ho tratto dal nulla alla vita, dalla vita alla fede, dalla fede alla santità, con una storia di predilezioni di amore”.
“E tu non hai compreso per tua colpa, e tu non hai corrisposto per tua colpa, e non hai ancora raggiunto il tuo fine per tua colpa. Che ne hai fatto della tua divina vocazione alla vita, alla fede, alla santità?”
È asceso l’Angelo di Dio, l’Angelo delle sue divine ispirazioni, per dirmi da parte del Signore: “Io non ho cessato ogni momento di infonderti la luce alla mente e l’impulso al cuore verso il bene soprannaturale”.
“E tu, invece, hai voluto ascoltare le suggestioni del nemico, le opinioni del mondo e le inclinazioni della carne. Che ne hai fatto del divino talento delle pie ispirazioni?”.
è asceso l’Angelo delle mie perfette e progressive consacrazioni a dirmi da parte del Signore: “Io non ho cessato di sospingerti per la via dell’ amore, segnata a ogni tappa di una consacrazione al Signore”.
“E tu, poi, ti sei ritirato dagli impegni sacri e sei decaduto in sfere tanto inferiori, e sei tornato a perdere le virtù e la libertà, conquistate per te da Gesù Cristo. Che ne hai fatto delle tue consacrazioni così grandi e belle?”.
Ora il mio posto diviene anch’esso un luogo del pianto poiché riconosco di aver mancato all’ alleanza di amore col Signore e di aver perduto la mia giovinezza spirituale, e tutti i miei fiori son caduti senza portare il loro frutto.
Riconducimi tu, Angelo mio, attraverso questa regione del pianto, alla sorgente delle grazie divine, alle correnti del sangue prezioso, alla riconquista del mio tesoro perduto. Spero ancora.
Tu sei sempre l’Angelo della divina unione a cui la divina vocazione mira, a cui la tua ispirazione mi guida, a cui la mia consacrazione mi avvicina. Non posso, non devo rinunziarvi poiché Dio la vuole e con Dio la voglio!