(Esame di coscienza o soggetti di istruzioni o di meditazioni)
Norme generali
- Riconoscere e venerare in se stesso l’opera del Signore Iddio creatore, salvatore e santificatore.
- In tutte le altre persone riconoscere e riverire, servire e accontentare Gesù e le altre persone divine.
- Sacrificare sempre, nelle cose lecite, il proprio gusto, criterio e mentalità per quello degli altri.
- Riconoscersi in colpa per ogni male fisico e morale, proprio e altrui, almeno remotamente.
- Riconoscersi obbligato per ogni bene fisico e morale al Signore nel prossimo con effettiva gratitudine.
- Non parlare mai di se stesso né in bene, né in male, tranne il necessario con il direttore e con il medico.
Norme particolari
- Amare e praticare il lavoro manuale, in compagnia e anche alla dipendenza dei laici.
- Amare ed eseguire spontaneamente, senza alcuna ostentazione, segretamente, i servizi umili della casa.
- Raccomandarsi, con molta sincerità e semplicità, alle preghiere di tutti, con vera fiducia nella loro intercessione.
- Accettare di molto buon grado, da chiunque, la correzione fraterna, e spesso sollecitarla dai più fervorosi.
- Essere sempre ben disposto a chiedere perdono cordialmente, a chiunque, per ogni colpa esterna o dispiacere dato.
- Non scusarsi mai di qualsiasi accusa, con nessuno, eccetto quando se ne avesse l’ubbidienza.
Fine di queste osservanze
- Per abbattere e vincere l’egoismo che sempre si insinua, si afferma e prevale.
- Per il riconoscimento pratico, effettivo, concreto della persona di Gesù nel prossimo.
- Per il timore di togliere al Signore qualcosa della gloria di amore, che a lui solo si deve.
- Per garantirsi la vera umiltà, potendosi sempre temere illusioni nelle pratiche di umiltà verso il Signore e verso se stessi.
- Per non essere ad alcuno di impedimento esterno e distrazione interna nel suo cammino verso il Signore.
- Per coltivare la disposizione del servo buono e fedele del Signore in tutta la condotta e la vita.
- Per stabilirsi nello spirito del Precursore che dice: “Egli deve crescere, io devo scomparire!”.