(Pensando al prossimo)
Eccomi o Signore, poiché mi hai chiamato. Signore, che vuoi che io faccia? Parla perché il tuo servo ti ascolta! Concedimi di comprendere sempre in maggiore luce che sei tu che ti degni chiamarmi e in qualunque tuo mistero ti degni chiamarmi.
A Saulo, quand’era persecutore della tua Chiesa, chiamandolo e atterrandolo sulla via di Damasco, tu rivelasti di essere tanto immedesimato con i tuoi fedeli, da formare in essi il tuo corpo, le tue membra e tutta una sola cosa con essi, sicché in essi egli perseguitava te stesso, o Signore Gesù!
Tu mi chiami a venire con te sul monte, sempre in alto, e solamente in alto tu conduci le anime, tu che sei disceso dal cielo in terra per sollevare con te la terra al cielo, tu che sei venuto dal Padre Iddio per tutti riportarci con te al tuo Iddio Padre!
Ti ringrazio di quello che mi dici nell’ anima! Qualunque sia il monte a cui mi conduci, o il Sinai per la promulgazione della nuova Legge, o il Calvario per la stipulazione della nuova Legge nel tuo sangue, è sempre sulla vetta che mi vuoi condurre, mai per fermarmi per la via.
La vetta è sempre rappresentata dalla tua trasfigurazione, e essa è sempre una manifestazione nuova del mistero della Trinità a cui ti degni ammettere i tuoi prediletti che hai favorito di speciale chiamata all’amore ed essi ti hanno corrisposto.