Cantico della penitenza - VII
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Condotto dal tuo Spirito stesso, ascendo il monte di Dio nel deserto, mi avvicino al roveto ardente del tuo cuore! Il tuo Spirito, anch’esso fiamma d’amore e di odio, di dolore e di zelo, stabilisce il contatto sino alla fusione dei cuori.

Venir investito, divorato, consumato da queste fiamme e divenire in tutto l’essere mio come una sola ferita d’amore e di dolore, una sola fiamma di odio e di zelo, che si apprenda a ogni anima, intorno a me,nel tempo e nello spazio.

Comunicata, diventi più veemente e più travolgente, più divoratrice e più trionfatrice; e tutto il mondo diventi il roveto ardente della gloria della tua santità, sede e trono della tua presenza vivente, parlante, trionfante.

Tutto il mondo e le anime, rese immacolate per il sangue e per il fuoco (sangue del Dio-Redentore, fuoco del Dio-Santificatore) siano come il tuo cuore in mezzo al tuo petto, ferito, sanguinante, fiammante con la croce per albero di vita.

Tutti i peccati perdonati non siano più per ciascuno che una corona di spine, la tua corona di spine, senza illusioni, senza seduzioni, senza dilettazioni; patetica ghirlanda di dolore al più patetico amore, umano e divino!

Al di là della croce e della morte del crocifisso, vedo il mio Signore risorgere alla vita e ascendere al cielo, in uno stato ineffabilmente glorioso, quasi effetto del precedente, umiliantemente doloroso.

Egli mi benedice e vuole che io discenda dal monte, esca dal deserto a predicare alle menti umane la fede del Vangelo e ai cuori umani l’umiltà del battesimo di penitenza, di fuoco, di spirito, poiché il Regno dei cieli è vicino!