(Esame di coscienza o soggetti di istruzioni e di meditazioni)
Norme generali
- Abituarsi al dominio di sé in modo da riuscire a frenare ogni eccesso, a calmare ogni alterazione, ad addolcire ogni asprezza. - Evitare ogni superflua emozione sia di gioia che di pena, sia nel lavoro che nella ricreazione. - Cercare di comprendere quello che è principale nel proprio dovere, per applicarsi a farlo con perfezione. - Non caricarsi d’impegni nemmeno di apostolato, se fossero a detrimento di altri già assunti. - Abituarsi a ridurre la molteplicità degli atti esterni all’unità dello stato interno di adesione al Signore. - Mantenersi in una prudente cedevolezza in tutto ciò che non è contro il proprio dovere. - Conservare e spandere intorno il buon umore, con un tenore di sentimento sempre caldo di cordialità. - Evitare ogni richiamo fatto sotto la spinta di una passione, dopo le prime impressioni sfavorevoli. - Così pure evitare parole aspre, iraconde, offensive. - Far sentire coi fatti ad ogni anima veramente pentita il pieno perdono e l’indulgenza del male commesso. - Mirare sempre al più perfetto sino all’eroismo, senza adagiarsi nella mediocrità per falsa dolcezza. - Non defraudare alcuno del conveniente riposo e sollievo e mantenere tutto l’ambiente in santo spirito di famiglia.
Norme particolari
- Avere sempre in santo odio la fretta e la precipitazione, pur facendo ogni cosa con sereno ardore. - Evitare, anche esternamente, quanto può disturbare le persone circostanti, come il correre, far rumore, alzar troppo la voce. - Ringraziare espressamente il Signore per ogni cosa e persona che ci faccia soffrire, riconoscendo che realmente è un gran dono. - Sotto l’incognito delle persone moleste e delle avversità riconoscere e accogliere la visita del Signore. - Dovendo dare un rifiuto, esprimersi con vera pena e con tanta amabilità, da far restare consolato il prossimo. - Soprattutto avere grande stima di ogni persona e mostrarla molto volentieri nella loro assenza. - Comportarsi con gli altri come se non si avesse altro da fare che dare loro gusto, salvo il dovere.
Fine di queste osservanze
- Per apprendere docilmente e fruttuosamente dallo stesso magistero divino le vie del Signore. - Per non intralciare o rovinare le opere di Dio, ma promuoverle tutte. - Per conquistare e mantenere il dominio di se stesso nel raccoglimento e nell’abnegazione. - Per mantenersi nel soave dominio dello Spirito Santo con la fedeltà alla sua mozione. - Per rendere al prossimo più viva l’immagine del Signore Gesù. - Per attrarre e conquistare i cuori del prossimo a Gesù e al suo santo Spirito. - Per godere dei frutti dello Spirito Santo e delle sue abitudini.