Veramente in tutta la vita e in ogni sua ora tu, o Signore, soffrivi tutta la passione nella tua sensibilità, eppure tu dominavi questa immensa tempesta di pene e tutto questo oceano di amarezza con una mansuetudine misteriosa, facendo trionfare la giustizia con i suoi rigori solo contro te stesso, nella tua carne immacolata e nel tuo cuore di amore.
O
mio Signore, vieni a vivere in me e tutto trasformami in te! Mi
confonde e addolora la mia sensibilità morbosa ed eccessiva per tutto
quello che mi fa soffrire nella vanità delusa, nell’amor proprio ferito, nell’egoismo sacrificato, e invece così ottusa e come morta o inesistente per quanto riguarda il bene delle anime, l’onore e l’amor tuo.
O
mio Signore, confesso, con somma mia confusione, che nello stesso tuo
servizio, nel combattere contro il disordine dei peccati, nel lavorare
per il trionfo della giustizia e nello zelare l’osservanza delle leggi sono sensibile più ai motivi naturali che soprannaturali, preoccupato più degli interessi miei personali e temporali che dei tuoi.
O mio Signore, confesso, tutto mortificato, le mie umilianti reazioni d’ira, mascherate così spesso sotto il manto dello zelo per te o del prestigio dell’autorità per l’ordine sociale; e quel tanto frequente perdere il dominio di me stesso, restare in balìa degli spiriti neri e avverso al tuo angelo, chiuso alla tua parola e contrario alle tue ispirazioni.
Ti chiedo perdono, o Signore, e la grazia che mi trasformi! Tu solo lo puoi e sei onnipotente, e tu certo lo vuoi perché me ne dai il desiderio e la preghiera,
e mi vuoi santo, e non posso esserlo senza divenire come te, anche in
quanto a gusti e sensibilità, perché tutto, anche la parte inferiore
deve servire alla santificazione.