Per il frutto dello Spirito santo "Mansuetudine" - II
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Veramente in tutta la vita e in ogni sua ora tu, o Signore, soffrivi tutta la passione nella tua sensibilità, eppure tu dominavi questa immensa tempesta di pene e tutto questo oceano di amarezza con una mansuetudine misteriosa, facendo trionfare la giustizia con i suoi rigori solo contro te stesso, nella tua carne immacolata e nel tuo cuore di amore.

O mio Signore, vieni a vivere in me e tutto trasformami in te! Mi confonde e addolora la mia sensibilità morbosa ed eccessiva per tutto quello che mi fa soffrire nella vanità delusa, nell’amor proprio ferito, nell’egoismo sacrificato, e invece così ottusa e come morta o inesistente per quanto riguarda il bene delle anime, l’onore e l’amor tuo.

O mio Signore, confesso, con somma mia confusione, che nello stesso tuo servizio, nel combattere contro il disordine dei peccati, nel lavorare per il trionfo della giustizia e nello zelare l’osservanza delle leggi sono sensibile più ai motivi naturali che soprannaturali, preoccupato più degli interessi miei personali e temporali che dei tuoi.

O mio Signore, confesso, tutto mortificato, le mie umilianti reazioni d’ira, mascherate così spesso sotto il manto dello zelo per te o del prestigio dell’autorità per l’ordine sociale; e quel tanto frequente perdere il dominio di me stesso, restare in balìa degli spiriti neri e avverso al tuo angelo, chiuso alla tua parola e contrario alle tue ispirazioni.

Ti chiedo perdono, o Signore, e la grazia che mi trasformi! Tu solo lo puoi e sei onnipotente, e tu certo lo vuoi perché me ne dai il desiderio e la preghiera, e mi vuoi santo, e non posso esserlo senza divenire come te, anche in quanto a gusti e sensibilità, perché tutto, anche la parte inferiore deve servire alla santificazione.