O mio Dio e mio tutto, o mio Padre, Figlio e Spirito Santo, confesso davanti alla tua verità e giustizia che sono caduto e vivo nel disordine e nell’eccesso della stima di me stesso e nel desiderio della stima degli altri.
Tu stesso, o mio Dio e mio tutto, hai fornito l’anima di queste tendenze così legittime, perché fondate sul sentimento della nativa superiorità dell’uomo e della ricerca della sua preminenza su tutti gli esseri inferiori.
Tu stesso, o mio Dio e mio tutto, hai messo nell’anima queste due tendenze così utili, perché destinate a conservare e a elevare la dignità personale, e inoltre a stabilire e perfezionare anche la sociabilità umana.
Per colpa del peccato originale, aggravata poi da tutti i miei peccati attuali, queste due tendenze, con tutte le altre, hanno miserevolmente subito una deviazione nel loro oggetto e una corruzione nel loro modo.
Ecco una stima di me e un desiderio della stima altrui sproporzionato al mio merito, o motivato da beni, quasi del tutto vani, da qualità immaginarie, o comunque contro i diritti della verità e contro le esigenze della giustizia.
O mio Dio e mio tutto, te ne supplico e scongiuro, per l’umiltà dei Santi, per l’umiltà di Maria, per l’umiltà del divin Verbo incarnato Gesù, umiliato sino alla morte di croce, esinanito sino allo stato dell’Ostia, fammi umile!
O mio Dio e mio tutto, te ne supplico e scongiuro, per quella verità che tu sei, per quella giustizia che vuoi stabilire, per quella bontà con cui ti effondi, per quella tua gloria che tu zeli, fammi umile!
Concedimi, nell’intelletto, tutte quelle convinzioni profonde e luminose della verità tua e mia, e, nella volontà, tutte quelle propensioni profonde e amorose, alla giustizia verso di te e me, che formano la santa umiltà.
Che essa purifichi di ogni orgoglio, elevi, trasformi e utilizzi quelle due tendenze alla stima di sé e degli altri, da cavarne meraviglie di forza, di slancio nel mondo soprannaturale e produzioni di tesori di meriti per me e gloria per te.